Ultima modifica: 31 agosto 2015

Uso Cellulare e Privacy

Oggetto: DIVIETO DELL’USO DEI TELEFONI CELLULLARI A SCUOLA – DISPOSIZIONI GARANTE DELLA PRIVACY.

 

Onde evitare spiacevoli disguidi ed incomprensioni, il personale tutto è invitato ad attenersi e a far rispettare le seguenti disposizioni:

In orario scolastico è operante il divieto dell’uso del cellulare a scuola e, tale divieto è esteso al personale in servizio e nelle rispettive aule e a tutti gli alunni dell’istituto, con particolare attenzione agli alunni della Scuola Primaria e della S.S.1°, nel rispetto della normativa ministeriale e come da pareri del garante della privacy.

 

Il personale tutto è invitato a rispettare e far rispettare tale divieto avendo cura di farlo scrivere sul quaderno degli alunni e la firma dei genitori dovrà essere controllata dai docenti delle classi per avvenuta presa visione.

Si intendono chiarire alcune  regole che il Garante  ha  fornito  con un

vademecum dal titolo “La Privacy tra i banchi di scuola” 

reperibile sul sito Internet: www.garanteprivacy.it.               

In particolare, allo scopo di sensibilizzare le giovani generazioni sull’uso consapevole del Sociale Network, dei sistemi di messaggistica istantanea e delle nuove tecnologie mobili, il Garante della privacy ha appena pubblicato una nuova guida

“Social privacy. Come tutelarsi nell’era del Social Network”

reperibile sul sito www.garanteprivacy.it/social privacy.

Il personale è invitato a far visionare agli alunni i vademecum disponibili sul sito su indicato.

Il Dirigente Scolastico

Prof.ssa Chiara Priore

Al personale Docente

Al Personale Ata

Al DGSA

 

Avviso n° 6 del 4/09/2014

 

 

FOTO, AUDIO E VIDEO

MANIFESTAZIONI, VISITE SCOLASTICHE E FOTO DI CLASSE

Non violano la privacy le riprese video e le fotografie raccolte dai genitori, durante le recite, le gite e i saggi scolastici. Le immagini, in questi casi, sono raccolte per fini personali e destinate a un ambito familiare o amicale e non alla diffusione. Va però prestata particolare attenzione alla eventuale pubblicazione delle medesime immagini su Internet, e sui social network in particolare. In caso di comunicazione sistematica o diffusione diventa,  infatti, necessario di regola ottenere il consenso delle persone presenti nelle fotografie e nei video.

 

SICUREZZA E CONTROLLO

VIDEOFONINI, FILMATI, MMS

L’utilizzo di videofonini, di apparecchi per la registrazione di suoni e immagini è in genere  consentito, ma esclusivamente per fini personali, e sempre nel rispetto dei  diritti e delle  libertà fondamentali delle persone coinvolte, in particolare della  loro immagine e dignità. Le istituzioni scolastiche hanno, comunque, la possibilità di regolare o di inibire l’utilizzo di registratori audio-video, inclusi i telefoni cellulari abilitati,  all’interno delle aule di lezione  o nelle  scuole stesse. Non è possibile, in ogni caso, diffondere o comunicare sistematicamente i dati personali di altre persone (ad esempio immagini o registrazioni audio/video) senza aver prima informato adeguatamente e persone coinvolte e averne ottenuto l’esplicito consenso. Gli studenti e gli altri membri della comunità scolastica devono quindi prestare particolare attenzione a non mettere on line immagini (ad esempio su blog, siti web, social network) o diffonderle via mms. Succede spesso, tra l’altro, che una fotografia inviata a un amico/familiare, poi venga inoltrata ad altri destinatari, generando involontariamente una comunicazione a catena dei dati personali raccolti. Tale pratica può dar luogo a gravi violazioni del diritto alla riservatezza delle  persone riprese, incorrendo n sanzioni disciplinari, pecuniarie ed eventuali reati.

 

VIDEOSORVEGLIANZA

L’installazione di sistemi di videosorveglianza nelle scuole deve garantire il diritto dello studente alla riservatezza. In caso di stretta necessità le telecamere sono ammesse, ma devono riprendere esclusivamente le mura esterne e funzionare solo negli orari di chiusura degli istituti. Le immagini registrate possono essere conservate per brevi periodi. Infine, i cartelli che segnalano il sistema di videosorveglianza devono essere visibili anche di notte.

 

INFORMAZIONI SUGLI STUDENTI

CIRCOLARI E COMUNICAZIONI SCOLASTICHE

Il diritto–dovere di informare le famiglie sull’attività e sugli avvenimenti della vita scolastica deve essere sempre bilanciato con l’esigenza di tutelare la personalità dei minori. È quindi necessario, ad esempio, evitare di inserire nelle comunicazioni scolastiche elementi che consentano di risalire, anche indirettamente, all’identità di minori coinvolti in vicende particolarmente delicate.

 

QUESTIONARI PER ATTIVITÀ DI RICERCA

Non è possibile utilizzare i dati affissi all’albo degli istituti scolastici per inviare materiale pubblicitario a casa degli studenti. La conoscibilità a chiunque degli esiti scolastici (ad esempio attraverso il tabellone affisso nella  scuola) risponde a essenziali esigenze di trasparenza. Ciò non autorizza soggetti terzi a utilizzare tali nominativi per altre finalità come, ad esempio, l’invio di materiale pubblicitario. Svolgere attività di ricerca con la raccolta di informazioni personali, spesso anche sensibili, tramite questionari da sottoporre agli alunni,  è consentito soltanto se i genitori nel caso di minori, sono stati preventivamente informati sulle modalità di trattamento e conservazione dei dati raccolti e sulle misure di sicurezza adottate. Gli intervistati, inoltre, devono sempre avere la facoltà  di non aderire all’iniziativa.

 

VOTI ED ESAMI

TEMI IN CLASSE

Non commette violazione della privacy l’insegnante che assegna ai propri alunni lo svolgimento di temi in classe riguardanti il loro mondo personale o familiare. Nel momento in cui gli elaborati vengono letti in classe, specialmente se sono presenti argomenti delicati, è affidata  alla sensibilità di ciascun insegnante la capacità di trovare il giusto equilibrio tra le esigenze didattiche e la tutela  dei dati personali. Restano comunque validi gli obblighi di riservatezza già previsti per il corpo docente riguardo al segreto d’ufficio e professionale, nonché quelli relativi alla conservazione dei dati personali eventualmente contenuti nei temi degli alunni.

 

 

VOTI SCOLASTICI, SCRUTINI, TABELLONI…

Non esiste alcun  provvedimento del Garante che imponga di tenere segreti i voti dei compiti in classe e delle interrogazioni, gli esiti degli scrutini, perché le informazioni sul rendimento scolastico sono soggette a un regime di trasparenza. Per il principio di trasparenza a garanzia di ciascuno, i voti degli scrutini devono essere pubblicati nell’albo degli istituti. È necessario prestare attenzione, però, a non fornire, anche indirettamente, informazioni sulle condizioni di salute degli studenti, o altri dati personali non pertinenti. Ad esempio, il riferimento alle “prove

differenziate” sostenute dagli studenti portatori di handicap non va inserito nei tabelloni affissi all’albo dell’istituto, ma deve essere indicato  solamente nell’attestazione da rilasciare allo studente.

REGOLE GENERALI

TRATTAMENTO DEI DATI NELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE PUBBLICHE

Le scuole hanno  l’obbligo di far conoscere agli studenti e alle loro famiglie, se gli studenti sono minorenni, come usano i loro dati personali. Devono cioè rendere noto, attraverso un’adeguata informativa, quali dati raccolgono e come  li utilizzano.  Le scuole pubbliche non sono tenute a chiedere il consenso per il trattamento dei dati personali degli studenti. Gli unici trattamenti permessi sono quelli necessari al perseguimento di specifiche finalità istituzionali oppure quelli espressamente previsti dalla normativa di settore. Alcune categorie di dati personali degli studenti e delle famiglie, come quelli sensibili e giudiziari, devono essere trattate con estrema cautela, verificando prima non solo la pertinenza e completezza dei dati, ma anche la loro indispensabilità rispetto alle “rilevanti finalità pubbliche” che si intendono perseguire.

 

ORIGINI RAZZIALI ED ETNICHE

I dati sulle origini razziali ed etniche possono essere trattati dalla  scuola per favorire l’integrazione degli alunni  stranieri.

 

CONVINZIONI RELIGIOSE

Gli istituti scolastici possono utilizzare i dati sulle convinzioni religiose al fine di garantire la libertà di credo, che potrebbe richiedere ad esempio misure particolari per la gestione della mensa scolastica e per la fruizione dell’insegnamento della religione cattolica o delle attività alternative a tale insegnamento.

 

STATO DI SALUTE

I dati idonei a rivelare lo stato di salute possono essere trattati per l’assegnazione del sostegno agli alunni disabili; per la composizione delle classi; per la gestione delle assenze per malattia; per l’insegnamento domiciliare e ospedaliero nei confronti degli alunni affetti da gravi patologie; per la partecipazione alle attività sportive, alle visite guidate e ai viaggi di istruzione.

 

DATI DI CARATTERE GIUDIZIARIO

Il trattamento di dati sensibili e giudiziari è previsto anche per tutte le attività connesse ai contenziosi con gli alunni e con le famiglie (reclami, ricorsi, esposti, citazioni, denunce all’autorità giudiziaria, etc.), e per tutte le attività relative alla difesa in giudizio delle istituzioni scolastiche.

 

DIRITTO DI ACCESSO AI DATI PERSONALI

Anche in ambito scolastico, ogni persona ha diritto di conoscere se sono conservate informazioni che la riguardano, di apprenderne il contenuto, di farle rettificare se erronee, incomplete o non aggiornate. Per esercitare questi diritti è possibile rivolgersi direttamente al “titolare del  trattamento” (la scuola) anche tramite suoi incaricati o responsabili. Se non si ottiene risposta, o se il riscontro non è sufficiente, è possibile rivolgersi alla magistratura ordinaria o al Garante. A tale proposito, è opportuno precisare che l’accesso agli atti amministrativi non è regolato dal Codice della privacy, né vigilato dal Garante per la protezione dei dati personali. Come indicato  nella legge n. 241 del 1990 (e successive modifiche)  spetta alla singola amministrazione valutare se esistono i presupposti normativi che permettono di prendere visione e di estrarre copia di documenti amministrativi ai soggetti con un “interesse diretto, concreto e attuale” alla conoscibilità degli atti.

 

Con il vademecum il Garante intende offrire un contributo a favore di una comunità scolastica che ha il dovere di promuovere il rispetto reciproco e tutelare il diritto degli studenti e delle loro famiglie alla riservatezza, spetta però alla professionalità di coloro che trattano i dati personali fare in modo che le regole sopra enunciate vengano sempre e comunque rispettate. Il vademecum su “Social privacy. Come tutelarsi nell’era del Social Network” è scaricabile dal sito www.garanteprivacy.it/social privacy.

 

Il Dirigente Scolastico

Prof.ssa Chiara Priore